
Casa Cantoniera





Nel 1593, nell’ambito della realizzazione della Strada Priula, fu realizzata anche la Ca’ San Marco, per ospitare una persona che si occupasse del sostentamento dei viandanti in viaggio verso il Cantone dei Grigioni. Tuttavia, la Casa Cantoniera rimase a lungo incustodita per la difficoltà nel trovare qualcuno disposto ad assumersi tale incarico.
Al problema della disponibilità di personale, si aggiunse presto quello delle calamità naturali. Nel 1606 la Cantoniera fu investita da una grossa valanga che la sommerse completamente. Questi fenomeni continuarono a ripresentarsi periodicamente causando continui danni alla struttura, posta proprio sul fondo di un bacino di accumulo delle masse nevose.
Nel 1706 Venezia deliberò l’apertura di una gara d’appalto per ricostruire la Cantoniera. Nonostante ciò, il suo stato continuò a peggiorare tanto che nel 1793, l’intellettuale francese Dominique Vivant Denon, direttore del Museo del Louvre, di passaggio lungo questa strada scrisse: “Lungo il percorso noi non avevamo incontrato nessuno, e se per caso un tale che spaccava la legna sull’uscio non ci avesse fermati, noi saremmo andati a cercarli fino alla Casa San Marco, posta a un miglio e mezzo più sopra, e l’avremmo trovata chiusa”. Malgrado nella seconda metà del Settecento la Ca’ San Marco risultasse spesso in condizioni precarie, il governo veneto non cessava di nominare periodicamente un custode e di stipulare con lui un preciso contratto di servizio, a testimonianza dell’importanza della collocazione della struttura in un luogo di confine. Nel 1823 Davide Bertolotti, poeta e scrittore di origine piemontese, decise di raggiungere la Valtellina attraversando la Valle Brembana. A proposito della Casa Cantoniera scrisse “La casa di S. Marco non è frequentata che da qualche rozzo valligiano o da qualche cacciatore smarrito […]” a riprova della situazione di desolazione in cui la struttura ormai riversava. Durante la Prima Guerra Mondiale, la Cantoniera fu utilizzata per la cucina che garantiva il sostentamento dei soldati occupati alla costruzione delle trincee. Nel dicembre del 1943 una famiglia ebrea tedesca (Filippo e Rosalia Zimet e la figlia Regina di 12 anni) percorse a piedi la strada tra Piazzatorre e Morbegno attraverso il Passo San Marco con l’obiettivo di rifugiarsi in Svizzera per sottrarsi alla deportazione nei campi di sterminio nazisti. La famiglia fu ospitata presso la Ca’ San Marco dove poté riscaldarsi e passare la notte, per poi concludere la fuga verso Morbegno dove trovarono finalmente la salvezza, protetti dalla popolazione.