img_2682-modifica

Chiesetta dei Santi Bernardo e Antonio da Padova (fraz. Costa)

img_2670 img_2672 img_2677 img_2681-modifica
Chiesetta dei Santi Bernardo e Antonio da Padova
|

Visuale interna

Chiesetta dei Santi Bernardo e Antonio da Padova
|

Presbiterio

Chiesetta dei Santi Bernardo e Antonio da Padova
|

Pala d’altare

Chiesetta dei Santi Bernardo e Antonio da Padova
|

Particolare del borgo

L’oratorio di Sant’Antonio da Padova e San Bernardo nella frazione Costa a Valtorta fu voluto dalla comunità e dal fondatore Pietro Antonio Busi. Prima della chiesa attuale, costruita nel 1683, esisteva probabilmente un’altra cappella. Il cappellano fu nominato dall’assemblea degli uomini della Costa nel 1684 nella persona di don Giovanni Vighi della diocesi di Sarzana, garantendogli un compenso annuo di 452 lire e altre 29 lire aggiuntive, oltre alla casa d’abitazione, gli arredi e la fornitura della legna e impegnandolo a celebrare cinque messe alla settimana compresi i giorni festivi per un totale di 268 messe l’anno.
Dal resoconto della visita pastorale del cardinale Federico Visconti del 1685 sappiamo che l’oratorio non era stato ancora ultimato. Tuttavia, grazie a un inventario redatto dal notaio Gio. Battista Buzzoni nel 1687 conosciamo la dotazione di arredi presente nella chiesetta all’epoca, tra i quali figuravano un palio con l’immagine di Sant’Antonio di Padova e uno con i Santi Antonio e Bernardo; sulla parete di fondo del presbiterio era appeso un quadro grande con l’immagine della Madonna e i Santi Antonio, Bernardo e Giovanni Battista, mentre la navata era dotata di un grande credenzone in abete.
Gli Atti della visita pastorale del cardinale Giuseppe Pozzobonelli del 1754 contengono una descrizione abbastanza dettagliata dell’edificio: aveva una sola navata con soffitto in travatura, due ingressi, due finestre foderate di tela e un’unica cappella con altare in legno ben decorato.
Il servizio religioso nell’oratorio proseguì normalmente, per quasi due secoli, fino alla seconda metà dell’Ottocento quando l’ultimo dei titolari dello juspatronato, Bartolo Busi, non avendo eredi ne fece perpetua rinuncia a favore delle famiglie Busi della Costa. Da quel momento l’amministrazione della chiesa venne gestita da una persona eletta dai capifamiglia della Costa, fino al 1942, quando il vescovo di Bergamo Adriano Bernareggi, in occasione della visita pastorale, decretò il passaggio della titolarità alla parrocchia.
Nonostante il cappellano non risiedesse più alla Costa già dal 1914, il parroco don Stefano Gervasoni nel 1949 concesse agli abitanti della Costa di nominare direttamente un consiglio d’amministrazione tra i residenti nella contrada.