
Chiesetta dei santi Rocco e Sebastiano (fraz. Cantello)






Visuale interna
Pala d’altare con i SS. Rocco e Sebastiano
Il borgo di Cantello
Casa affrescata nel borgo
Particolare di abitazione privata
La presenza di un oratorio al Cantello è indicata negli atti della visita pastorale del cardinale Borromeo del 1566, dedicato alla Purificazione di Maria, aperto ma mal tenuto. I decreti seguiti alla visita pastorale del cardinale nel 1611 affermano che al Cantello c’erano una trentina di famiglie che erano in difficoltà a raggiungere la chiesa parrocchiale di Valtorta per ricevere i sacramenti. Tali decreti dispongono infatti che l’oratorio fosse restaurato e precisano nel dettaglio le modalità dell’intervento, dall’ingrandimento dell’edificio, alla riduzione l’altare. Il cardinale ordinò anche che fosse acquistato il terreno necessario all’ampliamento nell’area contigua, di proprietà della famiglia Dognetti e affidò a Bernardo Annovazzi del Cantello, che ne aveva fatto richiesta, l’incarico di eseguire l’ordine. L’edificio attuale fu però edificato solo più tardi, a cura di Bernardo e Paolo Annovazzi in ottemperanza a un voto per lo scampato pericolo della peste del 1630. La chiesetta, dedicata ai santi Rocco e Sebastiano fu così effettivamente costruita negli anni immediatamente successivi e ultimata entro il 1639, come si può dedurre dalla data della pala dei santi Rocco e Sebastiano, che ancora oggi è collocata sopra l’altare. L’iscrizione alla base del quadro recita, infatti, così: ANDREA ET BERNARDO FRATELI ANOVATI DETI ANDREOLI F.F. PER SUA DEV.NE LI 4 AGOSTO1639. Interessante, tra gli arredi, il credenzone della sagrestia, la cui parte inferiore risale al Seicento, mentre quella superiore, intarsiata, è opera della metà del Settecento dei Regazzoni di Valtorta. La chiesetta viene menzionata negli Atti della visita pastorale del cardinale Fedrigo Visconti del 1685, il quale ordina la separazione tra l’area dell’altare e la navata mediante una cancellata in ferro e altre migliorie. Negli atti della visita pastorale del cardinale Giuseppe Pozzobonelli del 1754 la chiesa -lunga 10 braccia e larga 6 – viene descritta nel dettaglio.