
Oasi del Bolgià













Maglio e mulino
Locale del maglio
Particolare del maglio
Strumenti per la lavorazione del ferro
Locale del maglio
Locale del mulino
Macina
Ruota esterna per il funzionamento dei macchinari
Fucina
Cascatella che alimenta la tromba eolica
Locale della fucina
Incudine
L’oasi naturalistica del Bolgià, alla quale si giunge mediante un antico ponte a schiena d’asino, riceve l’acqua dalla Val Grobbia che, opportunamente incanalata in una seriola, aziona le ruote motrici del maglio e del mulino, ricostruiti secondo la fisionomia originaria. Il ponticello e i due edifici unitamente alla vicina fucina del ferro, costituiscono un complesso di grande interesse storico e antropologico, sono ormai diventati parte integrante dell’itinerario museale di Valtorta.
Attivi fino agli anni precedenti l’ultima guerra, erano collocati in posizione strategica, nel punto di passaggio obbligato sulla strada verso le contrade; quindi meta costante di chiunque intendesse fruire dei servizi, allora indispensabili, della macinazione dei cereali e della produzione degli attrezzi da lavoro. Il maglio è dotato di numerose attrezzature funzionanti: il martello, la forgia, le mole e tutti gli altri meccanismi (mazze battenti con stampi per bulloni e puntoni, incudini, pinze, martelli), che consentivano la lavorazione del metallo. Caratteristica dell’impianto è la tromba eolica che azionata dall’acqua, incanala un flusso d’aria all’interno della forgia per tenere viva la fiamma, alimentata dal carbone di legna. Sul lato destro della seriola sorge il mulino, la cui ruota attiva le macine e i pestoni per il granoturco, la segale e l’orzo.